Chiesa di San Matteo

Chiesa di San Matteo

 

Struttura urbanistica

La chiesa di San Matteo fu fondata nel 1125 da Martino Doria come cappella gentilizia della propria famiglia; si affaccia su Piazza San Matteo, con i palazzi tra i più illustri della famiglia Doria rappresenta uno degli angoli meglio conservati della Genova medioevale. La struttura urbanistica di chiesa-piazza-palazzi è giunta immutata fino a noi: è un complesso unitario attorno alla piazza quadrangolare, sulla quale si aprivano le logge dei palazzi, rafforzato dalle fasce bianche e nere che rivestono ancor oggi la facciata della chiesa e i muri dei palazzi Doria.

Struttura Architettonica

La facciata ha conservato l'aspetto gotico originale del Duecento; mentre all'interno troviamo un insieme di elementi gotici ed elementi rinascimentali.

Fasi della costruzione

La chiesa venne dedicata a San Matteo perché in vita era stato gabelliere, come i Doria lo erano per la Repubblica di Genova. Dopo la prima costruzione della chiesa di Martino Doria nel 1125 fu completamente distrutta perché nel 1278 i Doria decisero di rinnovare l'edificio aumentandone le dimensioni e privilegiando forme gotiche. Successivamente, all'inizio del secolo XIV, venne costruito il chiostro sul lato sinistro della chiesa. Proprio a causa di questi continui lavori e ristrutturazioni della chiesa troviamo oggi inalterata soltanto la facciata, mentre l'interno ha subito quasi completamente le trasformazioni cinquecentesche. Infatti intorno alla metà del Cinquecento Andrea Doria decise di rinnovare l'interno dell'edificio commissionando i lavori del presbiterio e della cripta a Giovanni Angelo Montorsoli per poi farli terminare da Giovanni Battista Castello il Bergamasco. Di questi lavori non si hanno dati certi, si sa soltanto che sono stati eseguiti dal 1543 al 1559 con un intervallo di pausa di un decennio

Esterni: La facciata a strisce bianche e nere è tripartita da lesene incorniciate da archetti; è arricchita al centro da un grande rosone e ai lati da due bifore (asimmetriche e senza colonnina centrale). Inoltre nella lunetta del portale è inserito un piccolo mosaico medievale con San Matteo; vi sono varie iscrizioni che celebrano le vittorie dei Doria e, sotto la finestra destra, il sarcofago tardo-romano con l'Allegoria dell'autunno.

Sul fianco sinistro della chiesa attraverso un arco si accede al chiostro di San Matteo di forma quadrangolare; realizzato nel 1308 per volere del priore Andrea da Goano da un “Magister Marcus Venetus” come ci mostra un'iscrizione di un capitello angolare. Il giardino interno è circondato da una sequenza di colonnine binate che sostengono una serie di leggeri archi acuti. Nonostante le costruzioni attorno e la copertura piuttosto bassa che rendono lo spazio angusto, la sensazione è di una struttura di forte eleganza. Qui è anche conservata una preziosa arca fatta costruire nel 1356 da Raffaello Doria, per custodire i corpi dei Santi Marco ed Eleuterio. Attualmente (dal 2004) il chiostro è divenuto sede dell'Ordine degli Architetti, Pianificatori e Conservatori di Genova.

Interni: La struttura dell’edificio gotico originale era a pianta longitudinale con tre navate, copertura lignea, transetto non sporgente e tre absidi. Probabilmente inoltre vi era un tiburio ottagonale (successivamente divenuto cupola). Dopo le ristrutturazioni del Cinquecento ci fu una nuova distribuzione degli spazi dovuta all’eliminazione di una distinzione netta tra navate e transetto, forse motivata dalla volontà di dare all’ambiente una più forte impronta cinquecentesca: infatti la navata centrale è separata da quelle laterali solo da colonne. La struttura è sorretta da ripetuti archi acuti nelle volte e nella cupola, la quale ha come sostegno due pilastri verso l'abside e due colonne verso le navate: questa originale struttura è da attribuire al Bergamaschi.

Decorazioni: Non c'è nessuna traccia di decorazioni anteriori a quelle cinquecentesche. Nelle decorazioni a stucchi ed affreschi sono chiaramente identificabili l’apporto del Montorsoli nella cripta, nella zona absidale e nel transetto e l’opera del Bergamasco e del Cambiaso nelle navate. Il Montorsoli si ispira fortemente a Michelangelo per la decorazione del coro e dell'abside. Al centro della volta troviamo un medaglione con Dio Padre ed attorno “Scene della Genesi” all'interno di riquadri. La cupola è rivestita interamente di stucchi bianchi su fondo dorato. Al Montorsoli si attribuiscono ancora le statue nelle nicchie dell'abside, la cripta posta sotto il presbiterio completamente rivestita di marmi e stucchi e i due pulpiti che oggi sono stati addossati alle pareti delle navate laterali. Il Bergamasco e il Cambiaso hanno concluso la decorazione a stucchi ed affreschi delle tre navate. Non si ha certezza sull'attribuzione dei vari interventi: i quattro lunettoni della navata centrale, i Profeti e le Sibille delle volte delle navate laterali sono stati realizzati dal Cambiaso; mentre dal Bergamasco il ciclo decorativo delle parti in stucco delle nicchie delle navate laterali e gli affreschi delle cappelle laterali all'altare maggiore, oggi illeggibili.

Opere notevoli (oggetti mobili): Celebre è la”Deposizione”, scultura lignea del Maragliano. Nella chiesa sono sepolti molti dogi della famiglia Doria ma il più celebre è un magnifico sarcofago, più grande di tutti, conservato nella cripta e contiene le spoglie di Andrea Doria.


Le Guide

Descrizione della città di Genova da un anonimo del 1818

Situata in Piazza San Matteo la chiesa è molto antica e l’Anonimo la descrive con dovizia di particolari: "La chiesa Abbaziale di S. Matteo è Parrocchia Gentilizia della Nobilissima Famiglia Doria, di cui racchiude molti Monumenti, e belle iscrizioni storiche, sì nella facciata, al di fuori come nell’interiore della chiesa. Ella è piccola, ha tre navi, con quattro colonne di marmo bianco per parte alla navata di mezzo, e più mezza colonna inerente ai due pilastri, che formano la tribuna, e due altri nel fondo accanto a due altarini. Nelle navate laterali ha quattro contropilastri con quattro nicchie per parte senza Cappelle"
La descrizione della chiesa continua con un elenco delle opere presenti nelle cappelle; per quanto riguarda la decorazione a fresco nella volta: "sono celebri fatture del Bergamasco, Gio’. Batta Castello, e di Luca Cambiaso, i quali vi travagliarono congiuntamente a gara, a segno che non si distingue dai più avveduti il pennello dell’uno, e dell’altro"
La descrizione si conclude con la cappella sotterranea sita sotto il coro: "le sue pareti assieme al pavimento son pure di marmi preziosi incrostate. La volta è in stucchi indorati esprimenti alcune Imprese del mentovato Principe e la sepoltura, che le di lui ossa, racchiude, ha sopra due egregi putti di marmo, lavoro del suddetto Montorsoli, di cui è anche l’altare, in cui in vaso di bellissimo lavoro è alquanto legno della S. Croce di Gesù Cristo S.N"

Federico Alizeri: Guida illustrativa del cittadino e del forastiero per la città di Genova e sue adiacenze, 1875

Chiesa gentilizia della famiglia Doria, situata in Piazza San Matteo, deve la sua fondazione a Martino Doria che la fece edificare nel 1125; un secolo e mezzo più tardi venne abbattuta e riedificata dalle fondamenta, con proporzioni più grandi e leggermente arretrata di posizione rispetto all’originale; espediente geniale che fa sì che i palazzi circostanti non opprimano, con la loro mole, il tempio.
Federico Alizeri illustra brevemente tutti i lavori di restauro subiti dalla chiesa nel corso degli anni «Fra Gio. Angiolo Montorsoli, il discepolo del gran Michelangiolo, già famigliare […] ai Doria […] ebbe invito nel 1543 […] di ridurre la tribuna e la cupola a stile moderno, e di ornare la prima con quel di statue che permettesse l’angusto spazio».
Luca Cambiaso affrescò le navate laterali «e voi lodate a buon dritto in que’ Profeti, in quelle Sibille, in que’ putti una vigoria di concetti, una maestria di contorni, un ardimento di scorci da digradare ben molti che sono in grado di sì fatte virtù»
 


Bibliografia

  • Giuliana Algeri, “Chiesa di San Matteo”, Quaderno n. 14 in “Guide di Genova”, SAGEP EDITRICE, 1976.
  • Pasquale Rotondi, “Arte lombarda”, Note sul Cambiaso e sul bergamasco in San Matteo di Genova, Ed. La Rete, Milano, 1983.
  • AA.VV. Liguria, Touring Club Italiano, Milano, 2005.

Bibliografia Guide

  • Alizeri Federico, Guida illustrativa del cittadino e del forastiero per la città di Genova e sue adiacenze, Bologna, Forni Editore, 1972 pag. 99
  • Poleggi Ennio e Poleggi Fiorella (Presentazione, ricerca iconografica e note a cura di), Descrizione della città di Genova da un anonimo del 1818, Genova, Sagep, 1969 pag. 212
Ultimo aggiornamento 26 Ottobre 2022